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Quel treno chiamato salvezza.

06/04/2014
Virtus Marchirolo – As Virtus MdP 9 – 2

13/04/2014
As Virtus MdP – Aurora Castiglione B 4 – 3

27/04/2014
Audax – As Virtus MdP 1 – 3

03/05/2014
As Virtus MdP – Sanmacarese 4 – 2

Dopo la pesante sconfitta contro il Somma, diretta concorrente e sgomitante per accaparrarsi i posti migliori del vagone, ci rendiamo conto che, se non ci sbrighiamo a chiudere la valigia e ad obliterare il biglietto, quel treno chiamato salvezza potrebbe passarci davanti e non tornare più. Abbiamo l’ultima chiamata nel derby delle Virtus, dove la perdente potrebbe essere beccata dal capotreno senza biglietto e fatta immediatamente scendere. Gara quindi da coltello tra i denti. Ci dovremmo quindi presentare alla trasferta più lunga della nostra storia, tolte ovviamente quelle regionali, con la mentalità giusta e lo spirito più battagliero possibile per dare il definitivo spintone ai nostri avversari. Invece i Varesini non ne hanno proprio voluto sapere di cederci il posto, e dopo una fase iniziale nettamente a nostro vantaggio, nella quale sfioriamo il goal almeno due o tre volte, prima di siglarlo con Milo, veniamo travolti dall’Uragano Marchirolo. La partita si decide in undici minuti. Infatti dal 9 al 20 di totale black out e assenza totale dal campo di ognuno di noi, Mister compreso, subiamo la bellezza di sei goals che taglierebbero fiato, gambe e speranze anche a Mike Tyson. Undici minuti che possono decidere una stagione, perché fino a quel momento la gara era nelle nostre mani. Peccato le partite durino 60 minuti e non 6. Chiuso con questo punteggio il parziale, la baracca non può più essere raddrizzata, e infatti gli ospiti si portano a ridosso della doppia cifra, prima dell’inutile, quanto meritata, rete di Try. Castanesi che tornano a casa sottoterra, ma con ancora mezza chiappa sul sedile più sporco e conciato di tutte le ferrovie Nord. Alle varie fermate scorgiamo tanti nostri avversari che cercano in tutti i modi di salire, o non scendere, dal treno, e le prossime partite che affonderemo saranno le ultime tre decisive. La speranza e la voglia di lottare, fortunatamente, ritornano nelle gare successive, a partire da quella interna con l’Aurora Castiglione B, capace già di batterci all’andata. Ma questa volta prevale la nostra sete di vittoria, pur non senza qualche patema di troppo, visto il risultato finale tiratissimo. A regalarci le gioie del goal saranno tre volte Milo e una Sandro. Buona gara per personalità e grinta dei ragazzi, scesi in campo con un unico obbiettivo poi centrato. Rimaniamo in corsa e ciao ciao Aurora B. Gli incroci che ci sono nelle ultime partite ci fanno ben sperare, ma purtroppo, oltre alle nostre essenziali vittorie, dobbiamo dipendere dagli altri, che sappiamo non essere mai bello. Se in più ci aggiungiamo il calibro dei nostri due ultimi avversari, sappiamo che sarà durissima. Ci presentiamo al derby della Madonna di Gree orfani del nostro Bomber e trascinatore a suon di goals di quest’ultima parte di stagione, ma anche oggi i Castanesi hanno tutte le intenzioni di far bottino pieno. Grazie ad una partita maiuscola e alla doppietta del nostro Capitano, completata dalla seconda rete consecutiva di Sandro, attacchiamo una mano anche alla sbarra che si trova vicino alle porte del treno. A levarcela subito e a darci anche un bel calcione, ci pensa però l’inatteso risultato di Sesona, dove i già Campioni Provinciali del S. Eusebio cadono al cospetto del Somma, che si aggrappa alla cara sbarra al posto nostro. Qui si capisce che solo un miracolo potrà salvarci. I presupposti ci sono tutti, infatti, nell’epilogo che neanche il miglior Faletti, avrebbe potuto prevedere, ci giochiamo la permanenza in Eccellenza nientepopodimeno che con la super rivale Sanmacarese, presente al gran completo e con ogni artiglieria. Il match ha un duplice obbiettivo: vincere per sperare (anche se si sa che l’ultima di campionato con i giochi quasi tutti fatti, per molti, giustamente, rappresenta la passerella finale) e tirare giù i rivali di una vita all’inferno con noi. Per l’occasione si vedono scene mai viste fin’ora e una vera e propria curva di tifosi fantastici pronta a lottare con la squadra. Corteo da casa di Azzi, cori, fumogeni e tamburi (oltre a fiumi di birra) resteranno nella memoria di tutti noi. La partita è combattutissima e da subito pende dalla nostra parte grazie alle reti di Faaaaa e Rino (guarda caso due che ne sanno qualcosa di Virtus-Sanmacarese). Tuttavia a pareggiare i conti sono altri due vecchi protagonisti delle nostre memorabili sfide. Ma anche oggi la voglia di vittoria bianco blu e più forte di tutti, e con le reti di Milo e ancora Sandro diamo la spallata definitiva agli ormai ex campioni provinciali passati dalle stelle alle stalle. Sfortunatamente dagli altri campi non arrivano le buone notizie sperate. Infatti il Somma dopo la prima, batte anche la seconda in classifica, l’Orma Masnago con la testa già ai festeggiamenti e ai regionali, costringendoci a scendere alla stazione di Castano a braccetto ai giallo verdi. Strana la vita… Con i nostri storici rivali guardiamo quel treno chiamato salvezza allontanarsi veloce con la sua nuvola di fumo e il classico ciuf ciuf che sa tanto di ciao ciao. Ci sediamo così sulla panchina, raggiunti anche poi dalle sorelle Aurora, A e B, in attesa del treno che porta alla serie A. Peccato perché la salvezza era decisamente alla nostra portata, ma una stagione quando è disgraziata dall’inizio difficilmente poi si raddrizza. Rimane il grande rammarico di aver perso una stagione in undici minuti. Quei maledetti undici minuti dove i nostri cervelli non erano più dentro le nostre teste e abbiamo incassato sei goal a Marchirolo. Innumerevoli sono state le occasioni buttate durante tutto l’anno, ma quella partita sarà per un bel po’ di tempo quella che ancora mi toglierà il sonno. Tuttavia pazienza, non è un dramma e le cose importanti nella vita sono alte, anche se perdere non piace a nessuno che giochi per vincere. Oggi si chiudono molti cicli, perché, come sempre ho sostenuto in questi anni, tutti i cerchi si chiudono. A far specie è la velocità con cui scorre il tempo e il nostro campionato si è rinnovato. Le ultime due squadre vincitrici del torneo (noi e la Sanmacarese) retrocedono chiudendo definitivamente un ciclo. Le squadre continueranno ad esistere, ma con attori e interpreti diversi, perché comunque Virtus-Sanmacarese dovrà pur sempre dover dire qualcosa, e noi abbiamo oggi ampiamente dimostrato che non possiamo stare senza di loro. Si chiude il ciclo di alcuni dei nostri che appenderanno gli scarpini al chiodo (solo Pier Viola durerà in eterno). Dalla base che rimarrà bisognerà ripartire per ricostruire ed integrare questa compagine al fine di tornare al più presto nella categoria che gli compete. Si chiude il ciclo di Mister Crespi, ereditiero di una squadra Campione e capace di portarla alla retrocessione. Io che lo conosco un po’ so che va via comunque sereno e consapevole di aver dato sempre e comunque il massimo. Si chiude anche l’ultimo ciclo, il mio, che in questi anni ho cercato di raccontare le partite a mio modo e sperando di non avervi mai annoiato. Avrei mille altre cose da dire e persone da ringraziare, ma non voglio rischiare la censura dei miei editori, Giovanni Marzorati e il Supremo Wbmaster, ai quali va il mio unico pubblico ringraziamento per avermi dato la possibilità di scrivere per la comunità ed essermi sempre “stato dietro” e perdonato anche quando gli articoli arrivavano con qualche giorno di ritardo. Ho iniziato con la Virtus che approdava in Eccellenza e mi sembra giusto e doveroso concludere qui la mia carriera di scriba ora che l’Eccellenza non c’è più, sperando però che qualche buon anima possa raccogliere il testimone da me lasciato. Perché quello che conta non è chi c’è, ma cosa c’è. E la Virtus ci sarà per sempre!!!!
FORZA VIRTUS!!!!!!!

Mo so’ cazzi….

29/03/2014
FC Somma – As Virtus Mdp                 4 – 3         (2-2)
Noè – Amati, Cattaneo – Milani Fa., Impelluso, Moriggia  – Pallaro An.
A disposizione: Bertagnon n.e. – Mancuso n.e. – Traina n.e.
Mister: Crespi
Ennesima sconfitta cercata dai ragazzi Virtussini che con un pessimo girone di ritorno, ogni gara danno due o tre belle badilate per scavarsi la loro fossa. Oggi abbiamo portato il badile anche a Maddalena con l’intenzione di tappare almeno un po’ la buca in virtù dello scontro direttissimo contro i ragazzi di Somma, ma grazie a degli errori elementari sui goal subiti e alla solita sterilità sottoporta (nonostante le tre marcature segnate, ben sopra la nostra media reti a partita), salta il piano, oltre che il primo piede nella fossa. Setimana prossima ci sarà l’utima chiamata contro la Virtus Marchirolo, unica squadra messa peggio di noi in classifica. Inutile dire che ci aspetterà una  partita infuocata e che un’altra sconfitta ci farà vedere da vicino la serie A, in attesa della condanna definitiva della matematica. Che dire…che se cerchi le rogne le trovi. E a noi ultimamente è l’unica cosa che ci riesce bene…

Uno – Due

19/03/2014
As Virtus Mdp – Frassati                 1 – 2         (1-1)
Noè – Milani Fa., Amati – Pallaro A.,  Cattaneo, Moriggia – Milani G.
A disposizione: Graziano Al.. – Gentile G. – Mancuso n.e. – Bertagnon n.e.
Mister: Crespi

22/03/2014
As Virtus Mdp – Sacromonte                 1 – 2         (0-0)
Noè – Milani Fa., Amati – Pallaro A.,  Cattaneo, Moriggia – Graziano Al.
A disposizione: Impelluso – Gentile G. – Mancuso n.e. – Traina – Bertagnon n.e.
Mister: Crespi

Dopo la rincuorante vittoria contro la Biumense, Virtus chiamta alle armi per agganciare quel treno chiamato salvezza in un doppio importantissimo scontro fra le mure amiche contro il Frassati (leggermente più tranquillo di noi in graduatoria) e il Sacromonte (inguaiato come noi). L’occasione è di quelle ghiotte ghiotte e da non farsi sfuggire, considerando anche il fattore del campo amico. Invece sono qui a narrare una doppia sconfitta con il medesomo risultato e con un copione molto simile tra le due recite. Abbiamo affrontato entrambi gli impegni con la medesima determinazione e voglia di fare risultato, ma purtroppo non è bastato. Non sono stati sufficienti neanche il ritorno di Bober Gialluca e l’aiuto del Giovanni, se a ciò affianchiamo l’assenza per influenza di Impe nel recupero serale e l’impiego perziale del sabato, visti ancora i leggeri postumi del malessere. Quest’anno va così, non ne gira bene una. Nel momento del maggior bisogno abbiamo perso il nostro Capitano, colui che fa girare la squadra e colui che ha le giocate e i colpi per risolvertela anche. Peli è stato comunque degnamente sostituito da Ebho, spostato dal suo abituale ruolo di Ministro della Difesa. Entrambi i primi tempi sono stati giocati bene e a buon ritmo, attenti e compatti, ma la cronica fatica ad andare in rete non ci permette di chiudere le gare al momento giusto e rimanere così sempre in bilico fino all’ultimo. Con il Frassati siamo andati avanti con Rino imbeccato da Milo, ma ci siamo fatti raggiungere complice errori plurimi e dimenticanze in marcatura. La seconda frazione, invece, non è stata all’altezza della prima e la barca ha retto fino alla frittatona che ci ha condannato alla sconfitta. Passaggio intercettato a metà campo e prateria verso l’incolpevole Tyson. Col Sacromonte la sostanza è ancora quella, forse con qualche occasione più nitida e limpida nella prima frazione non sfruttate o ben disinnescate dal numero uno avverasrio. Chiuso quindi il primo tempo in parità, nella ripresa andiamo sotto con un gran goal di Aziz, il capitano Varesino, che scarica in rete dopo un’azione personale. Molto bravo lui, ma altrettanto polli noi. Con la setssa finta (ripetuta tre volte) ha uccellato uno, due e tre uomini bravissimi nel girarsi e abboccare piuttosto che guardare la palla. Come se fosse la prima volta che giochiamo con il Sacromonte. Mentre tutto sembra compromesso, incassato il goal, riusciamo a recuperare con Pallarino grazie ad una punizione dal limite giocata in area su di lui. Bel colpo di astuzia. Ma di vincere non ci riesce proprio, e così subiamo anche il soprasso (anche in classifica) dei giallo neri aiutati, manco a dirlo, da un nostro errore. Usciamo da questi scontri con le ossa a pezzi, potevano e dovevano essere le partite della svolta, e invece ci ritroviamo a pensare che comunque il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto in entrambe le occasioni. Male, molto male. Recriminare per due pareggi “che ci stavano” mentre la vittoria era la sola cosa che conta deve farci riflettere. Non possiamo continuare a regalare tempi agli avversari, soprattutto se i nostri risultati sono sempre striminziti e in bilico fino alla fine. Niente è compromesso, e il calcio è bello anche per questo, ma DOBBIAMO INIZIARE a buttare dentro almeno un terzo delle occasioni che creiamo. A cinque giornate dalla fine fa quasi ridere dire “dobbiamo iniziare”, ma è l’unica cosa che possiamo e dobbiamo fare per regalarci la salvezza, oltre a non mollare e crederci come matti fino all’ultimo triplice fischio di questo pazzo torneo. Daaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!

Bollicine di ossigeno….

15/03/2014
Biumense – As Virtus Mdp                 0 – 1         (0-0)
Noè – Cattaneo, Amati – Graziano Al.,  Impelluso, Moriggia – Pallaro An.
A disposizione: Milani G. – Casiraghi – Mancuso n.e. – Traina n.e. – Bertagnon n.e.
Mister: Crespi
Dopo la scoppola contro la prima della classe, siamo subito chiamati ad una reazione, quantomeno di orgoglio. La carta vuole che l’impegno sia uno dei più proibitivi. Infatti andiamo ad affrontare la seconda in graduatoria, la Biumense. Squadra che abbiamo imparato a conoscere e, soprattutto, ad apprezzare in questi due anni. L’impegno sembrerebbe proibitivo, e i favori di ogni pronostico sono tutti contro di noi. Se ci aggiungiamo che la Biumense è reduce anche lei da una scoppola che rischia di essere decisiva ai fini del torneo, indi affamata di riscatto, presto è messo l’uno in schedina. Ma i conti si fanno con l’oste, e anche la nostra voglia di rivalsa è enorme. Le sfide conto i giovani varesini sono state, fin’ora, tra le più belle disputate e ci presentiamo da imbattuti nei confronti diretti. Contro di loro sempre grandi sfide equilibrate e tirate fino all’ultimo, l’essenza del calcio. E anche oggi sapremo che non sarà diverso, anche perchè è sempre un onore, oltre che un piacere, affrontare dei ragazzi e un Mister del genere che definire avversari sembra un insulto. Infatti anche oggi ci hanno dato sfoggio del loro grande fair play, della loro correttezza e del loro rispetto per chi si trovano di fronte. Sarò ripetitivo ma per me Barasso è un’isola felice. Venendo alla partita, recuperiamo Bomber Milo dopo un lungo periodo di assenza per impegni personali e scalpitante in panca. Il match è bello fin dalle prime battute, e a comandare il gioco sono  e saranno gli ospiti. Ben disposti in campo, attendisti e attenti a chiudere ogni spazio avversario senza disdegnare sortite in avanti manovrate da un buon giropalla. Purtroppo, però, non riusciamo ad essere incisivi davanti e con Sandro, Milo e Casi falliamo tre clamorose occasioni che ci faranno tremare le gambe fino alla fine. E anche quando mettiamo la testa avanti con una bellissima punizione di Peli, i nostri sforzi vengono vanificati dall’arbitro che annulla la marcatura per dubbia ostruzione di Sando sul portiere avversario. Anza, direi inesistente più che dubbia. Nel corso della gara, tuttavia, perdiamo il Mastino Diego per un infastidimento muscolare. La prima frazione si chiude così in parità con Noè inoperoso. Nell’intevallo viene predicata ancora la calma e la tranquillità. Andare in affanno e perdere la necessaria lucidità sarebbe come suicidarsi. Così la ripresa seguirà la falsa riga della prima, anche se i ritmi forsennati del primo tempo caleranno vistosamente. Le nostre migliori occasioni nasceranno ancora da un bel tiro di Casi e da uno spunto di Pallarino, mentre i biancorossi saranno pericolosi un paio di volte con la forte punta, oggi dirottata sulla fascia causa emergenze di rosa. La gara continua così con begli spunti da una parte e dall’altra, ma la bilancia non sembra voler pendere da una parte o dall’altra. Non portare a casa il bottino pieno oggi con una Biumense in opiena emenrgenza e priva di molti elementi chuiave, però, sarebbe fonte di grosso rammarico, oltre che l’ennesima occasione buttata. A non far nascere dentro di noi lo sconfrorto ci pensa quindi il nostro Capitano, se non che capitano sarebbe. Come già successo parecchie volte quaest’anno è il nostro trasicnatore a far esplodere la nostra panchina oltre che il match. Con la specialità della casa (questa volta convalidata) al primo minuto di recupero riesce ad infilare l’estremo avversario regalandoci il goal vittoria. Gli ultimi secondi della gara sono di ansia pura, ma fortunatamente il risultato rimarrà inaviato. Grandissima vittoria di un gruppo affiatato oggi, dove si  è pensato solo ed esclusivamente al bene della squadra piuttosto che al proprio. Questo è lo spirito giusto per affrontare le finali che ci attendono da qui alla fine del torneo. Non “mangiavamo” vittoria da troppo tempo. Ancora nulla è stato fatto, ma i grandi cammini iniziano tutti con un passo dopo l’altro. Il traguardo è alla nostra portata. Sta a noi dover correre più veloci dei nostri avversari. Le prossime due gare ci diranno chi siamo…

A carnevale non tutti gli scherzi alla capolista riescono col buco…

08/03/2014
Sant’Eusebio – As Virtus Mdp                 5 – 0         (1-0)
Noè – Milani Fa, Moriggia – Graziano Al.,  Cattaneo, Casiraghi – Traina
A disposizione: Mancuso – Vismara – Graziano An.
Mister: Crespi
Oggi sarò breve. Anche perchè c’è poco da dire e il risultato già dice tutto e si commenta da sé. Ci presentiamo in casa della capolista S.Esebio rimanegiati come non mai (quando pensi di averle viste tutte…). Oltre ai lungodegenti Pres e Fede, alla solita lista di indisponibili si aggiungono Peli (fermato dalla giustizia sportiva), Diego (fermato dalla Telecom), Pallarino (fermato dalla bronchite), Gialluca (fermato dal pentolame), oltre a Berta e Il Giovanni (fermati dal Carnevale). Così non riesce lo scherzetto (o meglio il miracolo) di Carnevale architettato ai danni dei nostri avversari. Troppo è il divairio tecnico e atletico rispetto a loro, e quando non ci hanno più salvato i legni ed è finita la benzina, i capi della classe hanno potuto dilagare. Il primo tempo sì è chiuso sull’uno a zero (con tre pali colpiti dagli Eusebiani) con una punizione deviata (bilanciamento della fortuna) sul fischio dell’intervallo. Di noi pochissime tracce in avanti, quasi zero. Tutto sommato prima frazione non del tutto da buttare. Abbiamo messo in atto una tattica attendista e di copertura e siamo più o meno riusciti a tenere in piedi la baracca. Nella seconda frazione invece non c’è stata storia. La capolista ci ha fatto a fette e infilato per altre quattro volte dilagando, mentre i nostri tiri verso la porta avversaria sono stati zero, e dico zero, in tutti i sessanta minuti. La differenza oggi  l’ha fatta l’organico e le forze fresche della capolista, troppo il divario rispetto a noi. Peccato, peccato veramente non aver potuto affrontare la capolista al completo (ma a ciò ormai siamo abituati). La speranza è di averlo nelle partite decisive e scontri diretti, dove i punti varranno doppio.

mojito indigesto!

22/02/2014
Aurora Castiglione “C” – As Virtus Mdp                 5 – 4         (3-0)
Noè – Cattaneo, Moriggia -Graziano Al.,  Impelluso, Casiraghi – Pallaro A.
A disposizione: Traina – Vismara n.e. – Graziano An. n.e.
Mister: Crespi
Finalmente una partita alla nostra portata! Molti di noi hanno ampiamente dimostrato di essere tra i migliori ai banconi di mezza Europa, cosa vuoi che sia un Mojito!!! Invece il cocktail di oggi era proprio amaro, con troppa menta e, senza offesa per il barman, disgustoso. A cominciare dal colore. Sarà sicuramente per questo che i ragazzi di Castano, oggi, non sono stati all’altezza delle aspettative. Infatti, pronti via, dopo aver fugacemente studiato il bicchiere, facciamo il primo piccolo sorsetto con Pallarino, ma capiamo subito che sarà uno dei peggiori Mojiti mai bevuti. Infatti la garganata del nostro centravanti non raggiunge lo stomaco e viene sputata fuori di pochissimo. Capiamo che manca dello zucchero! Così decidiamo di regalare il nostro primo bicchiere ai nostri avversari, che con tre sorsi tre, ci danno lezione su come si beve un mojito. Dopo circa dieci barra quindici minuti potrebbero già aver finito il nostro graditissimo regalo, invece la tirano per le lunghe e concedono un altro sorsetto di assaggio a Peli. Il Capitano, da buon capitano, capisce che non è poi tutto sto schifo, ma anche lui, da lontano, non riesce a centrate il bicchiere con la sua poderosa cannuccia mancina. Restituiamo il vetro e i viola vestiti possono andare alla toilette in piena euforia. Mentre noi ci guardiamo negli occhi impietriti, decidiamo che un secondo cocktail non può e non deve essere così disgustoso. Ognuno di noi ha nella mente quel sapore dolce di mentuccia fresca che sa di vittoria, ma purtroppo le nostre papille non lo assaporano da parecchio. Bisogna assolutamente riassaggiare quel buon gusto. Decidiamo così di ordinare un altro Mojito. Effettivamente la nostra tesi del barista distratto trova conferma. Il secondo bicchiere è sempre più buono del primo, e i nostri avversari sembrano già godere dell’ebrezza lasciata dal primo. Qualcuno si riposa, qualcun altro si attarda ai servizi, così siamo noi a comandare le ordinazioni. In breve riusciamo a piazzare due sorsate con Peli e Casi che ci fanno ben sperare, ma quando tutto sembra andare per il verso giusto, i Mojito Boys si ricordano perchè si chiamano così e ci strappano di mano il bicchiere per portarsi di nuovo a due sorsi di vantaggio. Eh no…il bicchiere ormai era nostro! Ce lo riprendiamo ancora con Casi e la complicità di uno stanco Castiglionese che, nel tentativo di intercettare il tiro del bicchiere, spiazza tutti i suoi compagni. Il bicchiere è di nuovo in mano nostra! Ma qui succede l’impensabile. Rino e Tyson (i più vecchi anagraficamente bevitori di giornata) non reggono il ritmo dei più giovani cacciatori di banconi e, stanchi dalla gran bevuta, non si intendono su chi dovesse prendere l’ultimo bicchiere e a Claudio sfugge malauguratamente il suo alle spalle di Noè. Da qui alla fine c’è solo il tempo per l’ultima distrazione viola che non finisce il cocktail già intento a festeggiare. Così Pallarino può avventarsi sull’ulltimo goccio e riportare le distanze ad un unico solo sorso, trovandolo di buon gusto e totalmente diverso da quello assaggiato in precedenza, ma ahimè, ormai tutto ghiaccio sciolto. Purtroppo il tempo è tiranno quando ci si diverte, e il nostro gigante non si accorge che il barista sta già accendendo le luci e la campana dell’ultimo giro è già suonata da tempo. Triplice fischio e tutti alla ricerca di un altro bar. Il terzo tempo si consuma in aromia e riflessioni con i ragazzi di Castiglione, e nonostante il secondo Mojito sia stato decisamente fatto meglio, non riusciamo ancora a digerire la pesantezza del primo. Torniamo a casa, fortunatamente sani e salvi, ma ancora parecchio rintronati dalla sbornia pomeridiana. Una bevuta tutti insieme è sempre bella e divertente, ma oggi abbiamo capito che offrendo sempre noi, diventa anche troppo dispendiosa…soprattutto se i tuoi avversari si chiamano Mojito!

Mannaggia mannaggia…

15/02/2014
As Virtus Mdp – Aurora Castiglione “A”                 2 – 2         (1-2)
Noè – Amati, Cattaneo – Graziano Al.,  Impelluso, Casiraghi – Pallaro A.
A disposizione: Graziano An. – Vismara n.e. – Mancuso n.e.  –  Bertagnon n.e.
Mister: Crespi
Per cancellare il tondissimo zero nelle caselle dei punti fatti nelle ultime quattro gare, Virtus chiamata al delicatissimo scontro diretto con l’Aurora A. Con i Castiglionesi ormai la sfida è storica e conosciamo a memoria le loro caratteristiche sportive e le sue comportamentali. Divieto assoluto quindi cadere nel solito tranello delle provocazioni e insulti prolungati durante tutto il match. Fortunatamente, ormai, queste cose ci entrano ed escono dalle orecchie e riusciremo a giocare una partita senza distrazioni e con la testa solo ed esclusivamente nel match. Purtroppo, anche oggi, i nostri sforzi non sono del tutto ripagati, ma ai ragazzi non si può rimproverare nulla riguardo impegno, grinta e attaccamento alla partita. Tra venerdì sera e sabato mattina, però, constatiamo altre importanti defezioni che tolgono definitivamente gli ultimi dubbi a Mister Crespi. A far comapgnia a Fede e Faaaaa, si aggiungono Rino, Try e Bomber Milo. Sarà quindi Casi chiamato agli straordinari e al sacrificio. Come solito non giochiamo affatto male, anzi teniamo bene il campo e controlliamo bene le sortite offensive avversarie. Tuttavia dopo dieci minuti ci ritroviamo sotto due a zero quasi senza saperlo. Entrambi i goal sono siglati dall’amico di tutti, compagni di squadra compresi, per gentile concessione nostra. Nella prima occasione è Tyson a lasciarsi sfuggire una comoda palla e a lasciare il facile tap in da zero passi, comunque mal difeso e protetto dai nostri difendenti. Mentre nella seconda marcatura l’errore è più corale nello svolgersi dell’azione, e dopo un primo tiro respinto, il dieci capitano è liberissimo di calcire dalla riga dell’area verso Noè, questa volta prontissimo. Caso vuole che la ribattuta del potente tiro, si inarchi e finisca comoda comoda ancora sul testone del super bomber posizionato quasi sulla ns riga di porta. Non ci abbattiamo e, anzi, le nostre azioni iniziano ad essere ficcanti e pericolose. Le occasioni più nitide capitano sulla testa di Casi e sulla mezza rovesciata di Sandro che, da due passi, chiudono gli occhi e non riescono a trafiggere l’uno ospite. Altre occasioni capiteranno anche ai “Doriani” ma Noè farà sempre buona guardia al fortino. Il goal, a mio avviso provvidenziale, che dimezza le distanze, lo siglerà Diego con un perfetto inserimento su angolo al bacio di Peli. Nella ripresa ci si aspetta il forcing di fuoco dei padroni di casa per ribaltare un risultato a portata di mano. Invece la ripresa non sarà all’altezza della prima frazione. I ragazzi non concederanno più nulla agli ospiti, Noè rimarrà inoperoso. Le uniche occasioni nasceranno, e si infrangeranno sui nostri pali esterni, da due punizioni quasi al bacio del rasato mancino di Castiglione. Noi invece infarciremo la nostra ripresa di confusione, corse a vuoto dettate dalla foga e con poco senso, non riuscendo a replicere le occasioni avute in precedenza. Preciso che nel secondo tempo si è praticamente vista una sola squadra in campo, ma a nulla serve l’impegno se non è abbinato a testa ed intelligenza tattica. Tuttavia, quando la beffa dell’immeritata sconfitta, sembra avere il sopravvento, il nostro Capitano, quasi sul fischio finale e da boccia ferma, si aggiudica la bambolina, la sfida a distanza dei mancini magici e il punto che ci permette di, quantomeno, smuovere la nostra immobile classifica. Grande è la gioia per il pareggio strappato all’ultimo respiro. Dopo il match abbiamo potuto assistere ai soliti numeri da circo e sketch di cabaret del protagonista assoluto di giornata, degni del miglior Macario (non inteso come Santo), comodamente seduti sulle nostre poltrone. Sempre bello vedere uno spettacolo divertente senza neanche dover pagare il biglietto. Andiamo a casa con un misero punticino ma che fa morale. Anche oggi nella totale emergenza, infatti non ho detto che Ebho rientrava dopo tre mesi di inattività e ha giocato sessanta minuti e che i nostri Capitani Peli e Diego erano si e no al 50% della forma causa acciacchi rimediati nell’allenamento di giovedì. Ora sappaimo che dalle emergenza riusciamo a trovare quel qualcosa in più. L’obbiettivo è metterlo anche in tutte le altre partite, dove si spera che le difficoltà iniziali siano sempre meno o anche, perchè no, pari a zero qualche volta. In tal modo sono convinto che quello zero così brutto e ciccione, che mi ricorda qualcosa, rimanga il più possibile lontano da noi.

Se il quattro vien da sè….il cinque sarà Olè!!!!

08/02/2014
OrMa Masnago – As Virtus Mdp                 4 – 1         (2-0)
Noè – Amati, Moriggia -Graziano Al.,  Impelluso, Milani G. – Pallaro A.
A disposizione: Casiraghi – Traina n.e. – Vismara n.e. – Mancuso n.e.  – Cattaneo n.e. – Graziano An. n.e. – Bertagnon n.e.
Mister: Crespi
Dopo il tennistico sei a uno e lo slittamento d’ufficio della gara con la Sanmacarese, torniamo ad allacciarci gli scarpini al termine di due settimane nelle quali sono state dette parole ed espresse sentenze da lasciare completamente alle spalle per ripartire al meglio dopo tre sconfitte di fila. L’occasione ci capita contro il Masnago, squadra ostica, con un campo ostico e terreno di memorabili battaglie, che quest’anno naviga nelle zone nobili della graduatoria. Ai ragazzi è richiesta la massima attenzione e l’equilibrio in campo per evitare disastrose prestazioni come la scorsa. In effetti i ragazzi sembrano aver capito la lezione e l’importanza della partita. Tuttavia, nonostante il molto impegno e la voglia di non mollare nemmeno un pallone, torniamo a Castano ancora con le orecchie basse. Il risultato è netto, ma sicuramnete anche terribilmente bugiardo. L’OrMa è stata brava a sfruttare le occasioni avute e da noi concesse, cinica nei momenti giusti e, soprattutto, efficace sotto porta. Oltre ai goal segnati ricordo non più di un paio di occasioni. Noi dal canto nostro abbiamo messo un cuore gigantesco, ma purtoppo non è stato sufficiente. Fatichiamo a creare, e quando riusciamo a farlo, gettiamo al secchio le belle occasioni create. Il doppio vantaggio dei padroni di casa è arrivato grazie al loro capitano, dimenticato dal nostro, e all’ariete bianco verde bravo a spizzare un cross o rimessa, non ricordo con precisione, da posizione defilatissima. Anche nell’occasione colpevoli noi di non aver impedito alla sfera di entrare in rete dopo aver attraversato tutta la nostra area piccola, solitamente terra di conquista dei portieri. Tyson che, tuttavia, nel primo tempo compirà anche un paio di buoni interventi. Le nostre migliori occasioni sono, a dire il vero, delle occasioni mancate per controlli sbagliati o passaggi imprecisi o conclusioni ciccate. La più nitida è stata una punizione partita dal sinitro magico di Impe, infrantasi però sull’incrocio pieno. La ripresa ci vede in costante pressione e presenza nella metà campo opposta alla nostra, e alla prima occasione potremmo accorciare, ma Casi manca da zero passi l’appoggio in rete su cross basso al bacio. Logica conseguenza, nonostante la continua nostra pressione, il goal del tre a zero ancora con la specialità della casa: il colpo di testa dell’altissimo  centroavanti. Contrariamnete a mille altre uscite, questa volta i remi rimangono in acqua e continuiamo a spingere e creare, ora ancora di più. Ma da qui alla fine riusciremo solo ad accorciare le distanze con l’ennesimo (e inutile) goal di Milo. Ormai non c’è più tempo e nel recuopero subiamo anche il pesante quattro a uno fantozziano con la palla dimenticata e lasciata in area da due dei nostri per il definitivo risultato segnato sul tabellino. A fine gara e oltre, spiacevole e brutto teatrino tra alcuni elementi delle due squadre. Quando si sta vincendo, e anche largamente, bisognerebbe cercare di evitare entratacce killer e provocazioni, altrimenti i nervi di chi ha perso per la quarta partita di fila male e, nonostante tutto l’impegno profuso, non riesca a muovere la classifica, possono anche saltare, fortunatamente solo a parole. Non capisco come non sia possibile limitarsi al gioire fino allo sfinimento con la prorpia squadra e i propri compagni godendosi un’altra vittoria pesante e conquistata sul campo. Tutto il resto dovrebbe stare fuori dal campo, vista anche la correttezza del match, calcioni gratuiti a parte. Noi non dobbiamo assolutamente cadere in provocazioni di chi, nell’occasione, ha dimostrato di avere le dimensioni della materia grgia molto inferiori rispetto alla media globale e non sa godere di quello che ha fatto. Anche perchè settimana prossima potrebbe arrivare qualcuno che, nelle occasioni, ha dimostratao di non averne proprio.  Ma sono certo che questo momentaccio passerà, ah se passerà!!!!

Gheim sed’en mècc!!!! (Leggasi game set and match)

26/01/2014
Bidone – As Virtus Mdp                 6 – 1         (1-0)
Noè – Amati, Milani Fa.. – Moriggia, Impelluso, Pallaro A. – Milani G.
A disposizione: Casiraghi – Traina – Vismara – Mancuso – Graziano Al.
Mister: Crespi
26/01/2014, Varese. Dopo la sosta forzata per il maltempo di settimana scorsa, rimanendo ancora liberi al sabato, decidiamo di recarci in quel di Varese per disputare il consueto match settimanale di campionato, questa volta contro il Bidone. Al nostro arrivo, essendo la prima trasfetra in casa loro, rimaniamo spiazzati dal cartello che ci accoglie all’ingresso: Tennis Club Bidone. Non ci diamo troppo peso, convinti trattarsi di un circolo polisportivo e di trovare un campo da calcio. Il sole splende, pure troppo, e l’aria frizzantina delle colline Varesotte non impedisce di disputare una gara agonistica. Tuttavia riceviamo notizia che non c’è stato nessun cambio di programma e che oggi si giocherà proprio a tennis. I nostri, probabilmente rimasti spiazzati, si erano portati da casa, come consuetudine, le scarpe tacchettate e i parastinchi, anziché racchetta e palline. Cambiatisi di fretta e furia e raccattando la giusta attrezzatura, ci presentiamo sul  terreno di gioco, in terra battuta, schierati nella nostra metà campo pronti a controbattere ogni attacco avversario e provare ad infilare qualche buon passante. Ma si sa, noi siamo forti coi piedi, e il tennis non fa proprio per noi. Tuttavia la prima parte di gara è equilibrata e solo degli ottimi salvataggi dei rispettivi estremi impediscono all’una e all’altra contendente di piazzare la zampata vincente. In mostra per noi si metterà Tyson, mente per i Bidoni sarà uno dei difendenti a sventare sulla linea il bellissimo dritto lungolinea di Rino. Il match non è dei più piacevoli, il pubblico è più preoccupato dal vento che dalla possibile rottura dell’equilibrio. Ciò nonostante saremo noi i primi a perdere il servizio, dimenticandoci del capitano, lasciato libero da marcature e di colpire con un lob, a mio avviso un po’ steccato, lasciando pietrificato Noè entrato due passi nel campo per limitare all’avversario lo spazio dei pali laterali. Durante la breve pausa del cambio di campo alla fine del primo game, i nostri sono comunque ancora in partita e convinti di poter dire la loro in questo sport che proprio non ci appartiene. Alla ripersa delle ostilità, però, rimaniamo folgorati dalla potenza del servizio avversario, grazie al quale il Tennis Club Bidone si porta sul due a zero complice l’aiuto del buon Pallarino che spinge la loro battuta nella nostra porta sbagliando l’angolo di impatto sul piattocorde della coscia. Poco male, un break si può sempre recuperare, sapeste quanti me ne sono fatti recuperare io… L’occasione ghiotta ghiotta si presenta poco dopo, con un’azione in contropiede orchestrata dal trio Sandro-Milo-Pallarino che potrebbero infilare la porzione di campo lasciata libera dagli avversari rimasti solo in due a protezione della riga di fondo. Ma con un passante telefonato, diamo modo ai nostri avversari di stravolgere l’inerzia dell’azione. Sulla conclusione in top spin carico di effetto, incerte le chiamate del giudice di linea che valuta la prima bordata ancora in gioco, concedendo un’altra possibilità ai bombardieri avversari, che al secondo tentativo, stavolta in back di rovescio, non sentondo la chiamata dell’out, conquistano il punto, e il break, che vale il tre a zero. Accusiamo il colpo e nel game successivo, sarà un passante telefonato e troppo centrale di Diego a regalare la comoda volè per il quattro a zero. Partita definitivamente in cassaforte per il Tennis Club Bidone, che punta decisamente al sei zero finale. Impresa sfiorata da prima con il cinque a zero grazie al terzo break su tre concesso con comoda dormita di Try, forse con la testa già all’Australian Open dell’anno prossimo. Con il servizio a favore il Tennis Club Bidone potrebbe chiudere i giochi, ma forse in un momento di rilassatezza, ci concedono il game della bandiera  grazie ad una dormita difensiva al meglio sfruttata da Casi, abile a smashare di rabbia il cinque a uno. Con il servizio dalla nostra potremmo, quantomeno, rendere meno pesante il passivo in attesa dei successivi quattro ace vincenti. Invece decidiamo di rendere il favore, e con Gorgo in battuta, incassiamo il più rocambolesco dei sei a uno. Palla stampata addosso all’avversario che deve appena opprorre la sua racchetta per beffare per l’ultima volta Noè. A questo punto il giuduce di sedia, comunque dopo un’ora di gioco, può porre fine alle ostilità e, annunciando al numeroso pubblico gioco-partita-incontro, decretare vincitore del torneo domenicale il Tennis Club Bidone. Complimenti agli avversari, molto più forti e abituati di noi al tennis. Infatti, a calcio, era finita uno a zero per noi con la dimostrazione di quanto detto poco sopra: il Tennis Club Bidone, con la racchetta in mano è tutta un’altra squadra, molto meno sprecona e precisa nelle conclusioni. Settimana scorsa abbiamo evitato la palla nuoto, per settimana prossima è previsto pattinaggio sul ghiaccio mano nella mano con gli amici di Sanmacario. Inutile dire che chi prima riuscirà a sgamnettare l’avversario, arriverà per primo al traguardo. Condizione necessaria è mettersi in testa che non conta lo sport che pratichi, l’importante è (almeno) voler vincere.

Fffffiiiiiii…..Tutti in carrozzaaaa!!! Si ricominciaaaa!!!!

11/01/2014
As Virtus Mdp – Audax         3 – 4         (1-0)
Noè – Amati, Milani Fa.. – Moriggia, Impelluso, Graziano – Milani G.
A disposizione: Gentile G. – Pallaro A. – Bertagnon – Casiraghi n.e. – Traina n.e. – Vismara n.e.
Mister: Crespi

Dopo le classiche scorpacciate a cavallo tra gli ultimi giorni del vecchio anno e i primi del nuovo, e il breve ma intenso richiamo di preparazione, scendiamo dal quadrupede per rimetterci gli scarpini tacchettati per rifiondarci nel campionato. Per il primo incontro, e prima di tutti, recuperiamo l’ultimo match del girone di andata non disputato contro i cugini barra amici dell’Audax di S. Antonino. Entrambe le compagini veleggiano in quel limbo da né ti né mi tra i sonni tranquilli e gli incubi dei bassifondi. Scontato quindi il risultato sperato dalle due formazioni. Con il 2014 recuperimo, ahimè, il solo Tyson, mentre per Fede ed Ebho i tempi di recupero non sono ancora ben chiari nemmeno a noi e principalmente neanche a loro. Anche i Puffi hanno qualche defezione dalla loro, ma l’ampiezza e completezza della loro rosa gli permettono di essere ben coperti in ogni zona del campo. Noi schieriamo, per la prima volta titolare e punta e davanti al suo nuovo pubblico, il gioiellino Milo, regalo del mercato invernale. Di studio c’è ben poco, infatti ci conosciamo a vicenda come le nostre tasche e la partita è da subito bella, combattuta e correttissima come al solito. La prima rete del nuovo anno la mettiamo a segno noi con una Punizione Magistrale di Peli. Bomba carica di effetto ad infilarsi sul secondo palo. Ogni tanto, nelle mie riflessioni notturne, ringrazio il Dio del Calcio per la fortuna di poter assistere dal vivo, e sempre da ottime posizioni, alle prodezze balistiche del nostro Capitano. Per chi avesse bisogno di lezioni di tiro, sul nostro sito è disponibile la versione slow motion, dell’ennesima parabola magica del Marcatore Principe della Virtus. La partita si anima, ma le due squadre chiuderanno il primo tempo con questo risultato. Noi creeremo ancora qualche occasione sempre con Peli e una clamorosa a tu per tu con il portiere di Giallu. Invece i puffi verranno stoppati un paio di volte da Noè e un’altra in modo incomprensibile dall’arbitro che nega ai cugini il sospirato pareggio in modo alquanto inspiegabile. Pareggio che tuttavia sarà raggiunto nelle prime battute della ripresa grazie ad una nostra dimenticanza in marcatura a termine di una serie di errori di posizione evitabili. Poco male, perchè da qui ha inizio il Milo Show. Con un uno due terrificante Giallu sigla una doppietta da vero Bomber. Il primo goal girandosi in area e trafiggendo il portiere con una sassata sotto la traversa, mentre il secondo portando a spasso il difensore e concludendo da posizione difilatissima. Tre a uno per noi. Partita in ghiacciaia? Sì, se fossimo una squadra normale. Invece riusciamo ancora a regalare un goal con Tyson armato di retino in versione cacciatore di farfalle. Il colpo si sente, ma riusciamo ancora ad avere la forza per renderci pericolosi con Sandro, che però apre e spara un piattone all’incrocio dei rami da posizione ghiottissima. Colpiamo anche un palo con Peli ma non ricordo bene quando e su che punteggio. Quando ormai sarebbe il momento di far quadrato, tenere la palla o buttarla senza ritegno in ferrovia, stacchiamo la spina, complice anche l’uscita dal campo di Rino per un leggero infortunio. Perso Mr. ordine a centrocampo iniziamo una serie di inutili lunghi lanci, a cominciare dalle puntine, con gli esterni completamente fuori posizione e all’altezza della punta, lasciando voragini e pericolosissimi tre contro tre, visto che non ne abbiamo beccata una. A nulla servono i richiami e i consigli del Mister e compagni, oggi avevamo i tappi nelle orecchie. Arriviamo così al tragico epilogo fatto dal pareggio in fotocopia, e con lo stesso marcatore, del primo goal subito e il goal ammazza partita quasi allo scadere con una coraggiosissima quanto bella girata al volo su ns corta respinta. Triplice fischio e tutti a casa. Per l’ennesima volta dobbiamo svegliarci da un incubo dopo aver accarezzato per lungo tempo il sogno di un’importante vittoria. Male, molto male per come si era messa. Magra, magrissima, anoressica consolazione l’aver giocato bene per buona parte della gara e aver retto fisicamente e tenuto testa ad una corazzata come l’Audax, squadra capace di colpire con chiunque e in ogni momento. Ora si fa dura, chiudiamo un’andata senza gloria con solo qualche acuto. Riprenderemo il girone dell’inferno contro la lanciatissma capolista S. Eusebio, non abbiamo nulla da perdere, ma se affrontata nel giusto modo e con la giusta concentrazione potrbbe essere la partita della svolta.